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Il condotto – Le inchieste del commissario Capurro

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Recensione: Il condotto è un romanzo giallo scritto da Michele Branchi e pubblicato da Robin Edizioni. Ambientato a Genova, narra una delle più complesse indagini del Commissario Capurro.

La trama

Il condotto (I luoghi del delitto)

Editore: Robin
Collana: I luoghi del delitto
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 8 febbraio 2021
Pagine: 416 p., Brossura
EAN: 9788872747971

Durante una gita lungo il sentiero dell’antico acquedotto di Genova, Pietro, un ragazzo autistico, si sottrae alla vigilanza della sua educatrice, scomparendo dal gruppo dei compagni del centro estivo a cui appartiene. Sentendosi responsabile, la ragazza torna indietro a cercarlo. Lo ritrova sano e salvo, ma con lo sguardo allucinato. Non solo. Pietro pronuncia per la prima volta delle parole: “La tua sorte è segnata”. Una locuzione inquietante e in apparenza priva di senso, che si rivelerà una sorta di tragica predizione. Il cadavere dell’educatrice sarà rinvenuto più tardi con un lungo coltello da cucina conficcato nella schiena. Il commissario Capurro indaga sulla vicenda, non immaginando di imbattersi in un enigma radicato, che affonda le sue radici in un tempo primordiale. Gli interrogativi a mano a mano si infittiscono e inducono il commissario a riesumare tragici e misteriosi episodi sepolti dagli opportunismi e dalla viltà di intere generazioni.

Recensione de Il condotto

Non il classico poliziesco. Ma per chiarire meglio cosa intendo con questa frase, sarebbe meglio descrivere la differenza tra thriller e poliziesco. Se il thriller è basato sulla suspense, creata magari dall’alternanza dei punti di vista tra quello del colpevole e quello dei detective, oppure da una forte presenza della scientifica (e di tutti i metodi da loro utilizzati), il poliziesco si basa per lo più sull’indagine condotta dalla polizia.
Il condotto è un perfetto mix tra i due generi, in cui indagine e suspense si fondono creando un genere tutto nuovo.

L’ambientazione

La storia si apre con la gita dei ragazzi di un campo estivo lungo il condotto, l’antico acquedotto che caratterizza lo scenario della città di Genova. Attorno al vecchio passaggio dell’acqua si sviluppano boschi e sentieri, sottopassaggi di strade decisamente più recenti e centri abitati. Sebbene non sia mai stata da quelle parti, sono riuscita a immaginare perfettamente i luoghi descritti nel testo e, spinta dalla curiosità, ammetto anche di aver sbirciato su Google. E sì, quei posti esistono, li ho controllati meticolosamente. Ho immaginato il gruppo di ragazzi guidati dai loro educatori, il piccolo Pietro che si allontana dal gruppo e Rosanna che si inoltra nel condotto per andare a cercarlo. Descrizione della scenografia, meravigliosa, insomma.

il condotto, di michele branchi

I personaggi

I personaggi principali non sono molti e anch’essi sono ben descritti. Partiamo dal protagonista: il Commissario Giorgio Capurro. Capurro è single e vive con le zie, alle quali racconta tutto, proprio tutto sui suoi casi, soprattutto quelli più complessi, come quello dell’omicidio di Rosanna Baghino. Non sto a dilungarmi sulle dinamiche delle loro conversazioni, ma tengo a precisare che pure Capurro sa che così facendo viola il segreto professionale. Sa però che dialogare con le zie può essere illuminante. Da un lato zia Liliana, la sensitiva, quella che di tanto in tanto ha delle visioni e riesce a entrare in contatto con delle “entità”, a percepirne i sentimenti e le sensazioni. Dall’altro la pragmatica zia Colomba, “dea” della razionalità che si perde in mille congetture logiche che potrebbero portare alla risoluzione del caso.
Attorno a questo stravagante trio, si sviluppano altri personaggi come Arturo Zanetti, collega di Capurro, e suo figlio Attilio, compagno di Pietro, il bambino autistico di cui Rosanna si prendeva cura.

Lo stile e la narrazione

Lo stile e il lessico sono scorrevoli, l’autore non si serve di troppi tecnicismi per portare avanti le indagini, complici anche personaggi come le zie. Sebbene il romanzo sia abbastanza lungo (conta 404 pagine), lo si legge in fretta, a dispetto dei capitoli piuttosto lunghi. Tale suddivisione in capitoli di circa venti pagine l’uno, rende il ritmo della narrazione nel complesso abbastanza lineare. Tuttavia, le note del thriller vengono fuori all’improvviso, creando suspense attraverso improvvise battute d’arresto o accelerazioni della narrazione.

Consiglieresti Il condotto?

Il condotto è una lettura leggera, perfetta per il lettore seriale di thriller che cerca un libro da leggere sotto l’ombrellone. È un libro coinvolgente, da leggere tutto d’un fiato. Il colpevole verrà rivelato soltanto nell’ultimissima pagina del testo, il che lo rende ancora più accattivante agli occhi di chi lo legge. Perché, quante volte siamo rimasti delusi da uno svelamento anticipato del colpevole? Quante volte ci siamo detti “eh, ora però voglio vedere come continua”? E invece no, stavolta dubiterete di tutti, e fino all’ultimo secondo. Ecco perché lo consiglio vivamente.

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