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I gatti vedono meglio al buio

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Recensione: I gatti vedono meglio al buio è un romanzo di Elisabetta Benedetti. Appartiene alla collana I luoghi del delitto e si tratta di una collaborazione con la casa editrice Robin Edizioni.

i gatti vedono meglio al buio, la città di trieste

La trama

i gatti vedono meglio al buio, l'autrice elisabetta benedetti

Trieste è una cittadina tranquilla, ma nel 2018 è teatro di orrendi crimini. Una serie di cadaveri viene rinvenuta nel giro di pochi mesi. Tutte le vittime hanno trovato la morte per mezzo di un colpo di pistola. Nessun altro indizio le lega tra loro, ma il modus operandi è senza dubbio quello di un serial killer. Il commissario Bessi è a capo dell’indagine e non può far altro che rimuginare sui fatti per venire a capo di questa missione apparentemente senza via d’uscita. Qual è il movente? Perché questo killer si accanisce con persone completamente diverse tra loro? Sono queste le domande cui Bessi dovrà rispondere. Ci riuscirà?

Analisi di I gatti vedono meglio al buio

La struttura

I gatti vedono meglio al buio è un poliziesco straordinario per diversi motivi. Tra quelli più eclatanti troviamo la sua struttura fuori dall’ordinario. Nella grande maggioranza dei polizieschi il lettore avanza nelle indagini insieme al commissario o all’ispettore di turno. Qui, invece, ci si ritrova a saltare da un personaggio all’altro, entrando nella loro mente, scoprendone debolezze e punti di forza. Ma la vera peculiarità di questo romanzo, è proprio una suddivisione in capitoli titolati che a loro volta sono divisi in paragrafi. Questi, al contrario, non riportano titoli. In ogni paragrafo prende la parola un personaggio differente. Di frequente si rimane con un dubbio fino alla fine del paragrafo stesso: chi sta parlando adesso? Poi, come per magia, ogni tassello va al suo posto e il lettore si sente carico per procedere con la lettura. E pure speditamente!

I personaggi

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I personaggi sono moltissimi e ognuno con una storia ben precisa alle spalle. Tutte vite difficili, tormentate da fantasmi del passato che ancora oggi, a distanza di anni tornano impetuosi a spaventare le loro prede. Alcuni di loro, coi fantasmi, ci convivono quotidianamente.

Il lettore viaggia nella psiche di ciascuno dei protagonisti. Li conosce, impara ad apprezzarli o a odiarli. Sono così tanti che è inevitabile chiedersi in che modo le loro vite alla fine possano intersecarsi tra loro. Ma poi tutto torna senza forzature. In fin dei conti, tutto è semplice, in questo romanzo.

Il lessico

Il lessico utilizzato da Elisabetta Benedetti è semplice ma al tempo stesso molto ricercato. Riesce a dar vita ai personaggi senza troppi giri di parole, ma contemporaneamente ne esalta le qualità (positive o negative, che dir si voglia), con perifrasi impeccabili e calzanti.

Ogni tanto un elemento ridondante si rileva sparso qua e là tra le pagine del libro. Può essere una frase o una parte di essa, ma la sensazione che infonde nel lettore è quasi una carezza, una coccola.

L’ambientazione

Sull’ambientazione ci sono poche cose da dire. È ambientato a Trieste, sul lungomare di Barcola, nella piazza Oberdan, sul viale dei Campi Elisi. È una Trieste bellissima, soleggiata, piovosa, invasa dalla Bora. Ma l’atmosfera che si respira è sempre leggera e spensierata, in netto contrasto con gli avvenimenti del 2018. In netto contrasto con la presenza di un serial killer.

Le mie opinioni su I gatti vedono meglio al buio

Questo titolo mi è stato consigliato dall’Ufficio Stampa di Robin Edizioni, che ringrazio sentitamente per il meraviglioso lavoro svolto, per avermi omaggiata della copia cartacea del libro e per aver capito sin da subito cosa amo trovare in un romanzo.

Sì, perché questo è un romanzo poco conosciuto e uscito da pochi mesi (luglio 2020). Con la sua trama super curata e ben costruita, ha saputo rapirmi e catapultarmi all’interno della storia. Mentre leggevo I gatti vedono meglio al buio, mi sono immaginata delle dimensioni di un piccolo essere microscopico, che assisteva in prima persona ai pensieri di ciascuno dei personaggi. È un viaggio continuo, di persona in persona, di essere in essere, di apparenza in apparenza. Emerge, in questo romanzo, tutta la futilità delle apparenze che per il mondo di oggi contano così tanto.

Possiamo essere fisicamente forti o deboli, belli o brutti, grassi o magri… ma quanto conta per noi la nostra vera essenza? Riusciamo mai a guardare la nostra anima allo specchio ogni mattina quando ci alziamo?

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Probabilmente sarà scontato, ma sì! Lo consiglio assolutamente. Trovo sia un vero peccato che non sia ancora conosciuto come merita. Il mio sogno sarebbe vederlo in tutte le librerie private, a spiccare tra gli altri libri, con la sua copertina rossa e nera. Elisabetta se lo merita, Robin Edizioni se lo merita. Il loro lavoro è stato svolto in maniera ineccepibile e la cura che l’autrice ha messo in ogni dettaglio di questo romanzo lo rendono un piccolo, stravagante capolavoro

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Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta Robin Edizioni, l’Ufficio Stampa ed Elisabetta Benedetti per la fiducia riposta in me.

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