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Lettera a Berlino, di Ian McEwan

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Recensione: Lettera a Berlino è un romanzo di Ian McEwan pubblicato in italia da Einaudi nel 1996. Narra la storia di Leonard, agente dell’M16, ambientata nella Berlino della guerra fredda.

Ian McEwan autore di Lettera a Berlino

La trama

Berlino, 1955. Siamo in piena guerra fredda, un’epoca in cui le battaglie si combattono a colpi di intercettazioni e spionaggio. È l’epoca della cosiddetta “Operazione Oro”. Si tratta dello scavo di un tunnel in corrispondenza del confine con la zona sovietica, al fine di intercettare le frequenze telefoniche dei russi per decrittarne i messaggi. In questo contesto, la CIA e l’M16 collaborano contro un nemico comune. In una cornice fatta di spie e tensione, si colloca la figura di Leonard, normalissimo e comunissimo tecnico inglese, coinvolto dai servizi segreti britannici nella progettazione dell’ambiziosa operazione. Parallelamente al suo lavoro top secret, Leonard conosce una donna tedesca, Maria, dal passato travagliato ma con una grande voglia di vivere e andare avanti.

Analisi di Lettera a Berlino

Senz’ombra di dubbio, McEwan ha dimostrato di conoscere molto la storia della guerra fredda, riuscendo a tessere un romanzo ricco di dettagli non tanto “spionistici” quanto storico-sociali. È infatti ben noto il precario equilibrio su cui si fondava l’Europa (e il mondo intero) dell’epoca. Si era appena usciti da una guerra che aveva mietuto vittime su vittime, lasciando una scia di sangue che ancora oggi, dopo quasi ottant’anni, stiamo cercando di lavare via. La tensione era tangibile e concreta e si sfogava adesso sotto forma di operazioni di spionaggio degne dei migliori film di azione.
In questa cornice di attrito e instabile equilibrio, McEwan ha ben pensato di inserire una piccola e coraggiosa storia: quella di Leonard.

Leonard è un comune scienziato, laureato in ingegneria, al quale viene affidato dai servizi segreti britannici (l’M16), il compito di occuparsi dell’installazione delle attrezzature che sarebbero servite alla CIA e all’M16 per intercettare e decrittare i codici utilizzati dai russi.

È davvero un romanzo molto interessante sotto il punto di vista storico, poiché, sebbene sia una storia di fantasia e nulla ricordi vagamente fatti realmente accaduti, McEwan ha presentato uno splendido spaccato dell’Europa dell’epoca, ancora travagliata dal pregiudizio e dal razzismo. A tal proposito, brillante è stata la scelta di inserire nella narrazione un personaggio femminile, Maria. Come detto precedentemente, Maria è tedesca e ciò comporta non pochi problemi a Leonard. Prevedibile è infatti, la preoccupazione dei suoi superiori quando vengono a sapere l’effettiva provenienza della donna.

Opinioni sul romanzo

Copertina del libro Lettera a Berlino

Lettera a Berlino, è un libro davvero bellissimo. Ma solo se non lo si legge con lo spirito d’avventura per una spy story d’eccellenza.

Infatti, io che non avevo mai letto nulla di McEwan prima di questo romanzo, mi sono trovata sin da subito spaesata. E chiarisco subito il perché. Sulla copertina dell’edizione che possiedo, è riportata la scritta “Una spy story perfetta negli anni della guerra fredda”. È chiaro che, chi non ha mai letto nulla di questo autore, si aspetti un romanzo interamente basato sui servizi segreti in azione. Procedendo nella lettura, ci si accorge che di azione da 007/hacker/tecnologia c’è ben poco e quel poco fa solo da cornice alla storia principale: quella di Leonard.

Consiglieresti Lettera a Berlino?

Nonostante il mio disappunto sul contenuto del libro diverso da quanto promesso dalla copertina, è un romanzo che mi sento di consigliare assolutamente. Basta semplicemente cambiare le aspettative e non si resta affatto delusi. Il lessico è scorrevole, così come la trama, ben costruita e ricca di dettagli che danno colore a una Berlino che porta ancora le evidenti cicatrici della guerra.

Sapevate che nel 1993, dal romanzo originale (uscito nel 1990) è stato tratto un film dal titolo “The innocent”? Se volete dare una sbirciata, vi lascio il trailer qui sotto. Il film è un po’ vecchiotto, ma secondo me vale la pena vederlo, almeno una sola volta:

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